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Piu
dello stare fermi in posa per una fotografia sul bagna-
sciuga
o davanti ad un'aiuola fiorita, con Punta Imperatore
per
sfondo, la selezione dei sassi, rallenta e sembra fissare i
pensieri.
Sono come le sibille e gli oracoli, alternative ai
petali
delle margherite, le pietre sono destinate a darci delle
risposte,
subito svanite e riassorbite dalle nostre domande.
Quesiti
diversi per ogni età: «Se ne trovo un'altra a forma di
naso,
qualcuno giocherà con me? Non mi piace stare sempre
sola
a scavare con questa paletta!... Sarai I'amore mio, se il
prossimo
vetrino che trovo è verde chiaro, se è bianco non
ti
farai piu vedere... Se tiro fuori un sasso scuro dalla sabbia,
il
mio bambino sarà maschio, se ne trovo uno chiaro sarà
femmina!...
Se sotto il mio piede destro c'è una pietra pomi-
ce,
mi ami ancora e tornerai da me...».
I
vetri, i sassi, le conchiglie, girano e rigirano spinti dalle
correnti
e poi ritornano sulle spiagge dell'isola.
Ad
Ischia tra la sabbia, le tessere da mosaico delle piscine
termali,
sono il ritrovamento piu ambito: opachi cabochon
dall'azzurro
al verde acqua, al celestino chiaro quasi bianco
degli
occhi, il piu delle volte, le tessere sembrano turchesi, di
quella
varietà blu cielo dell'Iran.
D'inverno,
i vetrini e le altre pietre aspettano: pensatori e
pensatrici,
lanciatori paralleli, ma soprattutto i piccolissimi
piedi
e le mani con i secchielli, cercatori instancabili d'oro
che
non c'è. I sassi tra loro chiacchierano delle loro prove-
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